In questo libro l’autore – attraverso una splendida combinazione di disegni, lettere e colori – trasforma i suoni di ogni tipo in oggetti visivamente vivi.
Difficile mantenere la calma quando non si ha nulla da fare e il caldo della giungla diventa così insopportabile da risultare soffocante! Chiedetelo agli animali di William Wondriska che, in preda alla noia e alla canicola, commettono il grave errore di cominciare a puntare il dito l’uno contro i difetti dell’altro: secondo il leone la tartaruga è troppo lenta, secondo la tartaruga l’elefante è troppo ingombrante, secondo l’elefante la formica è troppo piccola e così via, per tutta la giornata, fino a che una colomba gentile non scende dal cielo per riportare l’armonia, ricordando a tutti che a volte va bene essere ingombranti, lenti e anche piccoli!
Pubblicato per la prima volta nel 1959, “123 A Book To See” è un racconto senza parole dedicato ai primi dieci numeri.
Il percorso da uno a dieci si sviluppa grazie a oggetti quotidiani che si raccolgono ordinatamente nello spazio della pagina: l’astrazione del puro numero dialoga in questo libro con la concretezza degli oggetti che lo rappresentano, accostati su due pagine affiancate.
Un filo senza fine lega fra di loro un infinito alfabeto di oggetti, da un minaccioso alligatore ad un timido xilofono, dalla luna nella notte stellata al caldo sole del giorno.
Grazie ad una fresca combinazione di disegno e fotografia, William Wondriska cattura con un tono leggero e spensierato l’emozione indescrivibile di un bambino nel fare una cosa “da solo”.
O meglio “da sola”, poiché la protagonista di questo libro è la figlia dell’autore, Alison Wondriska, che alla già cospicua età di cinque anni sa contare fino a dieci, ascoltare papà che russa, mangiare un cono gelato, guardare una nuvola e cavalcare un elefante...