Dimore storiche d’altri tempi dialogano con il design contemporaneo: conversazioni lievi e sorprendenti fra ambienti, arte e artigianato del passato con un corpus di oltre duecento oggetti progettati negli ultimi dieci anni da alcuni fra i protagonisti del design internazionale.
“Queste sono lacrime di coccodrillo!” sibilano i genitori, incuranti della commozione e del pentimento disperato.
Già, ma cosa sono le lacrime di coccodrillo?
Per scoprirlo è sufficiente una lunga cassa di legno per coccodrilli, e si parte per l’Egitto su un battello. Mentre si resta tranquillamente seduti facendo finta di niente, tutti i coccodrilli incuriositi provano la lunga cassa di legno.
Finalmente, dopo aver trovato il coccodrillo della misura giusta, si spedisce il tutto per posta e si dà il benvenuto al nuovo membro della famiglia...
Data alle stampe per la prima volta in Inghilterra nel 1807, la fiaba di Giacomino e il fagiolo magico è passata in precedenza attraverso una lunga gestazione orale, testimoniata da parziali varianti pubblicate nel corso del Settecento e dall’esclamazione dell’orco (Ucci ucci – “Fee fi fo fum” nel testo inglese) che ricorre anche nel Re Lear di William Shakespeare.
Grazie ad una fresca combinazione di disegno e fotografia, William Wondriska cattura con un tono leggero e spensierato l’emozione indescrivibile di un bambino nel fare una cosa “da solo”.
O meglio “da sola”, poiché la protagonista di questo libro è la figlia dell’autore, Alison Wondriska, che alla già cospicua età di cinque anni sa contare fino a dieci, ascoltare papà che russa, mangiare un cono gelato, guardare una nuvola e cavalcare un elefante...
Che cosa ci sarà mai in quel pacchetto con un nastro rosso acceso, scoperto per caso seminascosto sulla mensola nell’armadio, dietro a un vecchio cappello, qualche scatola di cartone e un paio di grandi pedule da montagna?
Mancano soltanto due settimane al compleanno di Arturo, non può che essere una sorpresa per lui...
Quest'opera divertente e fantasiosa appassionerà pagina dopo pagina chiunque non ha perso la voglia di immaginare e... scarabocchiare, in bianco e nero o a colori.
Descritte attraverso 10 metafore (Albero, Caverna, Edificio, Enciclopedia, Labirinto, Oceano, Ologramma, Percorso, Reticolo, Ruota della vita), le nostre diverse modalità di organizzazione della conoscenza diventano un gioco di 32 carte da utilizzare in molteplici contesti, dalla formazione alla didattica, per migliorare l’esperienza del lavoro, dello studio, del vivere con gli altri.
Ancora una volta Bruno Munari ci stupisce con un'opera a cavallo tra storia, antropologia e scienze naturali, ovviamente in formato quadrato.
Non c’è due senza tre... ed ecco “Scarabocchiando con Taro Gomi”. Questa volta l’illustratore giapponese ci invita a scoprire cosa mangia, la sua città, i suoi genitori e ci apre persino la sua agenda personale, sfidandoci a fare altrettanto!
“Un mio vecchissimo amico di provincia, un certo Leonardo, nato in un paesino vicino a Firenze, Vinci... era un uomo molto curioso. Stava delle ore ad osservare le piante...” (Bruno Munari)